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Cantina La Maranzana Vini Piemontesi D.O.C.G.

Il Syrah “Pelo di lupo” e il Viognier “Costa d’Angelo” sono i nuovi arrivati alla Cantina Maranzana, esperienze sensoriali tutte da provare…

Il parco vini della Cantina Maranzana si amplia con due nuovi nettari tutti da scoprire: il Piemonte D.O.C. Syrah “Pelo di lupo” e il Piemonte D.O.C. Viognier “Costa d’Angelo”. Due vini di carattere, da degustare con meditata lentezza per non perdersi nemmeno una delle molteplici e preziose sfumature che possiedono. Vogliamo stupirvi con nuove suggestioni aromatiche, viaggi esperienziali nel gusto e rimandi alla secolare vocazione per quel nostro territorio patrimonio Unesco che tanto sa donare e che pare non esaurirsi mai. Ma andiamo per ordine: i nomi. Abbiamo voluto battezzare i nostri due nuovi vini con il nome dei luoghi da dove provengono, nel comune di Cassine. Coincidenza ha voluto che possedessero entrambi curiosi richiami evocativi a storie e leggende del tempo che fu, quando i racconti si consumavano accanto al fuoco o attorno al tavolo, stretti in quelle parole che fanno sognare e sgranare gli occhi di meraviglia o di paura… Per noi della Cantina Maranzana, la tradizione è tutto. È il perno sul quale poggia la nostra filosofia. Da sempre.

Syrah: un nome, una promessa

Iniziamo con il Piemonte D.O.C. Syrah “Pelo di lupo”. La storia moderna è solito collocare questo atavico vitigno in Francia, nella fertile Valle del Rodano, ma si sa che le sue origini sono ben molto più antiche. Il suo nome – Syrah – così aspirato, arioso ed esotico, ricorda la città di Schiraz, in Persia. È un vino longevo, ideale da affinare in bottiglia per un periodo tra i 4 e gli 8 anni. Ecco perché si presenta assai saporito e particolarmente intenso. Ma non solo.

A una più profonda degustazione, emergono espressioni quasi selvagge, ricche di note fruttate e impreziosite da uno spiccato fondo speziato. Il risultato? Un prodotto di grande struttura e piacevole eleganza, accompagnato da una tannicità misurata. Alla vista, risulta di un color rubino tendenzialmente intenso e cupo che, col tempo, incomincerà a virare verso il granato e l’aranciato. Al naso, invece, è caratterizzato da aromi complessi: dal pepe nero alla prugna, dall’amarena ai frutti di bosco quali ribes, mirtillo e mora, con l’aggiunta di un vago ricordo di violetta. In bocca, è strutturato, equilibrato e di lunga percezione. Con quali cibi abbinarlo? Essendo un vino dotato di grande versatilità, lo si può accostare alla carne rossa alla griglia, in umido o stufata, all’agnello, al cinghiale e alla cacciagione in genere, sebbene la sua morbidezza lo renda al contempo adatto anche ai formaggi stagionati. Lo consigliamo, inoltre, per accompagnare sapori forti e le spezie. Servitelo alla temperatura di 18-20° C, meglio se in un ampio baloon da vino rosso importante.

Viognier, tutto ciò che non ci si aspetta

Il Piemonte D.O.C. Viognier “Costa d’Angelo”, invece, deriva da uno dei vitigni a bacca bianca più caratteristici di tutta la Valle del Rodano e le cui origini si fanno risalire addirittura alla lontanissima epoca romana. Si tratta di una tipologia di vite dalla produttività bassa e indisciplinata, in grado di resistere alla siccità. In Italia, gli ettari di Viognier sono pochi. Ma forse è proprio per questa ragione che si ottengono risultati di grande e inaspettata qualità!

Il suo colore è giallo paglierino brillante, tendente al dorato. Possiede un profumo floreale con riconoscimenti di acacia, mughetto, fiori di limone, narciso, gardenia e lavanda. Le sue note fruttate riportano alla memoria i gusti succosi di pesca gialla, albicocca, mango e ananas. Si incontra, inoltre, anche qualche accenno di anice stellato, salvia e cardamomo. Al palato, perciò, non può che essere caldo, rotondo, più fresco che sapido, decisamente armonico e molto molto morbido. Il suo finale? Persistente! Lo si sposa divinamente con piatti speziati – anche della cucina indiana. In poche parole, è spettacolare con il curry. Ma può essere anche una più che entusiasmante alternativa come aperitivo. Se poi lo si sorseggia con secondi di carne bianca, pesce o sushi…allora può davvero essere amore al primo assaggio! Va servito a una temperatura di 10-12° C, possibilmente in ampi calici che permettano di apprezzarne i colori e l’ampio bouquet olfattivo.

À la santé!

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